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	<title>BePsicologo &#124; Psicologo online: lavoro, ricerca, news e Università</title>
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	<description>Il blog sulla professione di psicologo con opportunità di lavoro, consigli e cure online, news, ricerca e Università.</description>
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		<title>Richard Wiseman in uscita l’ultimo libro: Paranormale perché vediamo quello che non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniaschirru</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Università Straniere]]></category>
		<category><![CDATA[Paranormale]]></category>
		<category><![CDATA[parapsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Wiseman]]></category>

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		<description><![CDATA[Richard Wiseman è un grande divulgatore scientifico, letto e amato in trenta paesi, sempre ai vertici delle classifiche inglesi, spiega l’inspiegabile. Divertente, dissacrante, magico e serissimo al tempo stesso. Il libro parte dall’assunto che i fenomeni parapsicologici non esistono e seguendo questo principio l’autore ci guida in questo viaggio, nell’affascinante mondo del paranormale, alla scoperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-646" src="http://bepsicologo.it/files/2012/01/noname.jpg" alt="Paranormale libro" width="336" height="500" /></p>
<p><em><strong>Richard Wiseman è un grande divulgatore scientifico, letto e amato in trenta paesi, sempre ai vertici delle classifiche inglesi, spiega l’inspiegabile. Divertente, dissacrante, magico e serissimo al tempo stesso.</strong></em></p>
<p>Il <strong><a href="http://belibri.it/category/in-uscita/">libro</a></strong> parte dall’assunto che <strong>i fenomeni parapsicologici non esistono</strong> e seguendo questo principio l’autore ci guida in questo viaggio, nell’affascinante mondo del paranormale, alla scoperta dei trucchi nascosti dietro fenomeni apparentemente inspiegabili come la telepatia, la chiaroveggenza, lo spiritismo, le esperienze extracorporee.</p>
<p><span id="more-645"></span></p>
<p>Eppure, nonostante la <strong>loro indubbia falsità</strong>, approfondire tutti questi fenomeni, analizzarli in maniera razionale, smascherare i trucchi usati da <strong>sedicenti</strong> <strong>maghi</strong>, <strong>medium</strong>, <strong>imbroglioni</strong> e <strong>ciarlatani</strong> può esserci di grande aiuto per conoscere meglio i meccanismi di funzionamento della nostra<a href="http://bepsicologo.it/category/la-mente/" target="_blank"> mente</a>, che ha davvero delle qualità eccezionali, e ampliarne il potere. Seguiamo dunque il racconto di <strong>Wiseman</strong>, che miscela come sempre veridicità scientifica ed eccezionale abilità divulgativa, tra cani in grado di predire il futuro, galeotti dalle straordinarie capacità psicocinetiche e fantasmi rompiscatole alla scoperta del reale dietro il paranormale, del possibile dietro l’impossibile. E per finire, un regalo <strong>«magico»</strong>, il kit istantaneo del supereroe: sei tecniche psicologiche per far colpo su amici e parenti con le vostre straordinarie, normalissime capacità paranormali.</p>
<p>Ecco alcuni commenti su questo libro:<strong> Pz Myers</strong> ha detto &lt;&lt;Una dissezione molto chiara e interessante delle fantasie sul paranormale&gt;&gt;. <strong>Susan Blackmore</strong> invece l’ha definito &lt;&lt;Scientifica e spassosa. Una lettura formidabile, ricca di esercizi tutti da provare&gt;&gt;.&lt;&lt;Wiseman smonta i ciarlatani del paranormale con grande divertimento del lettore, spazza via la nebbia sensitiva mostrandoci la luce della ragione&gt;&gt; è il commento di <strong>Richard Dawkins</strong>.</p>
<p>Richard Wiseman è uno psicologo e ha lavorato alla <strong>University of Hertfordshire</strong>. Nel 2002 è stata istituita apposta per lui la prima cattedra britannica in <strong>Public Understanding of Psycology</strong>. Mago professionista, è entrato a far parte giovanissimo del famoso Magic Circle. Autore di numerose pubblicazioni accademiche, conosciuto in tutto il mondo, ha pubblicato in Italia per Ponte alle Grazie <strong>Quirkology</strong> (2009), <strong>59 secondi</strong> (2010) <strong>e La scienza del cambiamento rapido applicata agli altri</strong> (2011). I suoi libri sono tradotti in 30 lingue e il suo canale su youtube ha ricevuto più di 11 milioni di visitatori.</p>
<p><strong>L’autore</strong> sarà in Italia per presente il suo libro “Paranormale, perché vediamo quello che non c’è” (Ponte alle Grazie), ospite del Circolo dei lettori di Torino, <strong>giovedì 9 febbraio alle ore 21.00 al Palazzo Graneri</strong> della Roccia in via Bogino 9. Ingresso libero fino a esaurimento posti.</p>
<p>Fonte immagine: comunicato stampa Circolo dei lettori di Torino</p>
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		<title>Adolescenti e autolesionismo: interviene il pronto soccorso</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 12:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[autolesionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pronto Soccorso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “Servizio Famiglie/Adolescenti in Ospedale” dell’Ospedale Bassini è il primo in Italia a fornire supporto a ragazzi e famiglie in difficoltà. Episodi di autolesionismo, tentati suicidi, ansia, somatizzazioni, comportamenti sessuali a rischio e traumi di vario genere. Queste richieste d’aiuto, in costante aumento, sono il segnale di una difficoltà di crescita e necessitano di risposte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-641" src="http://bepsicologo.it/files/2011/01/adolescenti.jpg" alt="Adolescenti e autolesionismo: interviene il pronto soccorso" width="484" height="400" /></p>
<p><em><strong>Il “Servizio Famiglie/Adolescenti in Ospedale” dell’Ospedale Bassini è il primo in Italia a fornire supporto a ragazzi e famiglie in difficoltà.</strong></em></p>
<p>Episodi di <strong>autolesionismo</strong>, <strong>tentati suicidi</strong>, <strong>ansia</strong>, <strong>somatizzazioni</strong>, comportamenti sessuali a rischio e traumi di vario genere. Queste richieste d’aiuto, in costante aumento, sono il segnale di una <strong>difficoltà di crescita</strong> e necessitano di risposte adeguate ed integrate che considerino non solo la dimensione corporea dei ragazzi, ma anche la<strong> dimensione emotiva ed ambientale</strong>.</p>
<p><span id="more-640"></span></p>
<p>Sono oltre 5.400 gli <strong>adolescenti </strong>che si sono rivolti al<strong> Pronto Soccorso</strong> dell’<strong>Ospedale Bassini</strong> nel 2010 (11% degli accessi totali). Per rispondere a questa nuova domanda, l’Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento, l’Ambito Comunale di<strong> Cinisello Balsamo</strong> e l’Associazione AreaG hanno promosso il “<strong>Servizio Famiglie/Adolescenti in Ospedale</strong>”, operativo da tre mesi.</p>
<p>Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariplo e condiviso da ASL Milano e Assessorato Famiglia e Politiche Sociali-Regione Lombardia, prevede un <strong>nuovo approccio</strong> con presa in carico, <strong>tempestiva </strong>e <strong>gratuita</strong>, degli adolescenti e dei loro familiari a partire dal Pronto Soccorso, con un team di <strong>medici</strong>, <strong>psicologi </strong>ed <strong>educatori</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: Benessere360.com</p>
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		<title>Riconoscere e gestire i disturbi psichici: un corso per le forze dell&#8217;ordine</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 15:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psichici]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna ha inaugurato questa mattina un corso di formazione per gli agenti delle forze dell&#8217;ordine sui principali disturbi psichici e le possibili alterazioni del comportamento. Il corso, svolto da specialisti psichiatri operanti nelle istituzioni sanitarie cittadine, è dedicato oltre al personale delle forze dell&#8217;ordine anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-638" src="http://bepsicologo.it/files/2011/01/disturbi-psichici.gif" alt="Riconoscere e gestire i disturbi psichici: un corso per le forze dell'ordine" width="372" height="372" /></p>
<p><em><strong>L&#8217;assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna ha inaugurato questa mattina un corso di formazione per gli agenti delle forze dell&#8217;ordine sui principali disturbi psichici e le possibili alterazioni del comportamento.</strong></em></p>
<p>Il corso, svolto da specialisti <strong>psichiatri </strong>operanti nelle <strong>istituzioni sanitarie</strong> cittadine, è dedicato oltre al personale delle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong> anche agli operatori del 118, quindi a chi quotidianamente è presente sul territorio cittadino e ne presidia il <strong>benessere sociale</strong> e la<strong> tutela personale</strong>.</p>
<p><span id="more-637"></span></p>
<p>&#8220;<em>Sono veramente lieto</em> &#8211; ha detto Landi di Chiavenna &#8211; <em>di inaugurare questo<strong> corso di formazione comune</strong> tra le forze dell’ordine e il 118. Il corso è finalmente un’azione concreta per gli operatori che quotidianamente lavorano sulla strada di una città eterogenea come <strong>Milano </strong>dove hanno spesso a che fare con persone che stanno male, in <strong>situazioni complesse</strong> e <strong>drammatiche</strong>. Situazioni in cui bisogna <strong>comprendere</strong>, quindi, avere conoscenze che consentano di capire che cosa sta succedendo, se veramente si tratta di un <strong>disturbo psichico</strong> o di un’<strong>alterazione da sostanze stupefacenti</strong>, che sappiamo inducono <strong>stati confusionali</strong> o <strong>deliranti</strong>, e al contempo agire per tutelare la sicurezza dell’ammalato e anche di chi è intorno a lui</em>”.</p>
<p>“<em>Gli <strong>specialisti psichiatri</strong>, <strong>coadiuvati da un penalista</strong> </em>- ha aggiunto l’assessore &#8211; <em>si confrontano su situazioni vere, vissute sulle nostre strade. Non ho dubbi sul fatto che da questi confronti vivaci e utili, attraverso l’acquisizione di <strong>conoscenze teoriche e pratiche</strong>, scaturirà una sinergia nuova, per lavorare insieme meglio verso obiettivi comuni, quali quelli della <strong>tutela della salute</strong> e dell’<strong>integrità fisica e psichica</strong> dei nostri concittadini tutti</em>”.</p>
<p>“<em>Milano </em>- ha concluso Landi di Chiavenna &#8211; <em>ha bisogno di sentirsi più tutelata rispetto alla cultura dello &#8216;sballo&#8217;, all’uso indiscriminato di<strong> sostanze stupefacenti</strong> e di alcol, ma anche più tutelata rispetto alla capacità  di distinguere tra chi ha una<strong> reale sofferenza da disturbo psichico</strong> e chi, invece, presenta alterazioni del comportamento indotte da abitudini dannose e condannabili. Solamente con una forte sinergia tra le istituzioni, con una comunicazione e un linguaggio condiviso, con <strong>procedure </strong>definite ed espletate comunemente, potremo sempre più realizzare con maggior efficacia gli interventi di <strong>prevenzione </strong>e di <strong>cura dal malessere personale</strong>, <strong>relazionale </strong>e <strong>sociale </strong>con cui inevitabilmente una grande metropoli deve fare i conti</em>”.</p>
<p>Fonte immagine: Minori.it</p>
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		<title>Morto il decano della psicologia il prof. Dario Romano</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 13:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[dario romano]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il professor Romano è stato uno dei protagonisti della diffusione in Italia della psicologia critica tedesca. I funerali presso l&#8217;Università Bicocca. È scomparso ieri, all’età di 73 anni, Dario Romano, professore ordinario di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nato a Novara nel 1937, Dario Romano è stato allievo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-634" src="http://bepsicologo.it/files/2010/11/Bicocca-300x285.jpg" alt="Bicocca" width="300" height="285" /></p>
<p><em><strong>Il professor Romano è stato uno dei protagonisti della diffusione in Italia della psicologia critica tedesca. I funerali presso l&#8217;Università Bicocca.</strong></em></p>
<p>È scomparso ieri, all’età di 73 anni, Dario Romano, professore ordinario di <strong>Psicologia del lavoro</strong> e delle organizzazioni presso l’Università degli Studi di <strong>Milano-Bicocca</strong>. Nato a Novara nel 1937, <strong>Dario Romano</strong> è stato allievo di Cesare Musatti ereditandone lo spirito critico e l’apertura a spazi di indagine originali e a nuovi approcci <strong>epistemologici</strong>.</p>
<p><span id="more-633"></span></p>
<p>Il <strong>professor Romano </strong>è stato uno dei protagonisti dell’introduzione e della diffusione in<strong> Italia</strong> della psicologia critica tedesca e della scuola storico culturale russa. Ha sempre coniugato l’impegno accademico con l’attività professionale, nel cui ambito si è occupato di consulenza organizzativa e di ricerca applicata alla pubblica opinione e ai <strong>processi di mercato</strong>. In questo contesto ha fondato, nel 1991, la Telepanel s.r.l., che è stato il primo panel telematico per la ricerca sociale costituito in Italia, tuttora esistente.</p>
<p>Domani alle<strong> 11</strong> si terranno i <strong>funerali</strong> con rito civile presso l<strong>’Università degli Studi</strong> di Milano-Bicocca (Edificio U6, Piazza dell&#8217;Ateneo Nuovo 1, piano terra-area ex segreterie studenti). Durante la cerimonia in ricordo del professor Romano, interverranno il prorettore<strong> Susanna Mantovani</strong>, il direttore del Dipartimento di Psicologia, Mauro Antonelli, e i docenti <strong>Dario Varin</strong> e Francesco Paolo Colucci.</p>
<p>Fonte Immagine: Sociologia.unimib.it</p>
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		<title>Festival Follemente: riflettori accesi sulla salute mentale</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 10:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[La Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Follemente]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Verga]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domenica 10 ottobre, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, torna al teatro Verga di Milano il festival “Follemente”. La manifestazione, giunta alla V edizione, è promossa dall’Associazione Culturale “Il Cielo” e dall’Assessorato alla Salute del Comune. Tre serate a ingresso libero che vedranno il palcoscenico del teatro trasformarsi  in un vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignnone size-full wp-image-630" src="http://bepsicologo.it/files/2010/10/Follemente.jpg" alt="Rassegna sulla salute mentale al teatro Verga" width="550" height="257" /></em></strong></p>
<p><strong><em>Da domenica 10 ottobre, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, torna al teatro Verga di Milano il festival “Follemente”.</em></strong></p>
<p>La manifestazione, giunta alla V edizione, è promossa dall’<strong>Associazione Culturale “Il Cielo”</strong> e dall’<strong>Assessorato alla Salute</strong> del Comune. Tre serate a ingresso libero che vedranno il <strong>palcoscenico</strong> del teatro trasformarsi  in un vero e proprio salotto, con <strong>psichiatri</strong>, <strong>giornalisti</strong> e <strong>artisti</strong> si porranno in prima linea con la loro esperienza  per combattere il <strong>disagio</strong> e l’<strong>esclusione sociale</strong>. Nell’ambito di talk show e spettacoli si discuterà di <strong>malessere psichico</strong>, di <strong>malattia mentale</strong> ma anche di <strong>pedofilia</strong> e di <strong>violenza</strong> sulle donne. Le tre serate inizieranno alle 19 con una tavola rotonda, seguita da un chinese cocktail dalle 20 alle 21, per poi concludersi con uno spettacolo dalle 21 alle 23.</p>
<p><span id="more-628"></span></p>
<p> “<em>La quinta edizione del <strong>festival Follemente</strong></em> &#8211; ha detto l&#8217;assessore alla Salute <strong>Giampaolo Landi</strong> di Chiavenna &#8211; <em>ci fa riflettere su cosa significhi parlare oggi di &#8216;<strong>salute</strong>&#8216; <strong>psichica</strong>, dal punto di vista non solo medico, ma anche culturale e sociale. Sosteniamo con piacere il festival del <strong>teatro Verga</strong>, assieme a <strong>Progetto Itaca</strong>, con una comunanza di intenti e di volontà programmatiche. Sin dalla sua istituzione l’Assessorato alla Salute del Comune lavora su questo tema ispirandosi a principi quali l’<strong>integrazione</strong> e il <strong>collegamento</strong> tra i diversi soggetti, istituzionali e non istituzionali, coinvolti nella tutela della <strong>salute mentale</strong>: enti locali, aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, agenzie del privato sociale e della rete naturale, associazioni di familiari e volontari.&#8221;</em></p>
<p>&#8220;<em>L’assistenza ai soggetti affetti da<strong> disturbi psichici</strong> pone, infatti, problemi che vanno oltre i <strong>trattamenti specialistici</strong>. In gioco c’è la <strong>qualità della vita</strong> della persona e della famiglia, nel loro contesto quotidiano e di lavoro. Problemi che a Milano conoscono in tanti, basti pensare che i casi noti con  <strong>diagnosi psichica</strong> e quindi in cura presso i nostri CPS sono 18.000; di questi, 3.400 sono casi di <strong>schizofrenia</strong>, 3.600 di disturbi affettivi, 3.400 di <strong>nevrosi</strong> e più di 2.000 di <strong>disturbi della personalità</strong>. Quest’ultima è una <strong>diagnosi</strong> particolarmente  <strong>delicata</strong>,  perché spesso è correlata ad una &#8216;doppia diagnosi&#8217;, ossia alla concomitanza di una <strong>tossicodipendenza</strong>, problema nella nostra città profondamente sentito e per arginare  il quale il nostro Assessorato cerca di dar risposte puntuali e attente. C’è poi il preoccupante dato che riguarda le persone con un <strong>disagio psichico</strong> non note ai CPS: non meno di 30.000-40.000 persone. Infine, l&#8217;8% della  popolazione milanese (fra le 80mila e le 90mila persone) è in trattamento con<strong> cura antidepressiva</strong> e <strong>antipsicotica</strong></em>”.<br />
  <br />
Al disagio psichico ci si può tuttavia avvicinare non solo con un approccio <strong>terapeutico</strong>. È il caso del direttore artistico del <strong>Teatro Verga</strong>, <strong>Roberto De Simone</strong>. “<em>È da molti anni</em> &#8211; racconta &#8211; <em>che accarezzo la follia, teatralmente, che aiuto gli artisti ad affermarsi, attraverso il nostro spazio, riflettendo spesso di quanto la <strong>follia</strong> illumini la loro mente. Ma quello che, per chi fa spettacolo è sinonimo di <strong>dolore</strong>, è anche sinonimo di piacere. E quando è dolore, come i problemi riguardanti la <strong>salute mentale</strong>, spesso la <strong>vergogna</strong> costruisce il suo muro di silenzio che tutto nasconde sotto un leggero velo di <strong>indifferenza</strong> dove molti intravedono, ma nessuno vede  perfettamente. &#8216;<strong>Follemente</strong>&#8216;, con i suoi informali salotti che ospitano personaggi dello spettacolo e della scienza e con eventi teatrali, proiezioni ed esibizioni, cerca di portare sul palco lo <strong>Spettacolo della Vita</strong></em>”.<br />
 <br />
E se il teatro può rappresentare un <strong>valido sostegno</strong>, tra gli strumenti più efficaci ci sono i <strong>gruppi di auto-aiuto</strong>. Proprio come quelli del <strong>Progetto Itaca</strong> la cui esperienza decennale è raccontata in un libretto che sarà presentato domenica “<em>con lo scopo</em> &#8211; sottolinea <strong>Liana Rosental</strong>, responsabile dei gruppi &#8211; <em>di far conoscere l’<strong>auto-aiuto</strong> alle persone con <strong>disturbi dell’umore</strong> e/o di <strong>ansia</strong> e di diffonderlo presso gli operatori dei servizi affinché ne riconoscano l’efficacia. Questo consentirebbe ai gruppi strutturati  dell’Associazione di entrare a far parte del sistema di <strong>salute mentale</strong> della Lombardia. Dieci anni di esperienza ci hanno insegnato che le persone che partecipano ai nostri gruppi, col sostegno dei <strong>facilitatori</strong> (<strong>volontari</strong> che hanno sperimentato personalmente il disagio psichico) traggono grande beneficio dall’ascolto, dalla <strong>condivisione</strong> dei problemi e dallo scambio emotivo e riescono spesso a ritrovare la capacità di relazionarsi con gli altri e ad aumentare il livello di <strong>autostima</strong>; le testimonianze che verranno lette in teatro ne sono un commovente esempio</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Ritengo che il laborioso ma prezioso universo teatrale</em> &#8211; conclude il <strong>regista</strong> <strong>Roberto Ariani</strong> &#8211; <em>abbia la capacità di <strong>aprire il cuore alla vita</strong>. La violenza trova nel Codice la vasta gamma di sofferenze che, nel teme della rassegna &#8216;Follemente&#8217;, apre il sipario attraverso quattro storie. Questo il motivo per cui abbiamo presentato il nostro spettacolo a questa rassegna</em>”.</p>
<p>Fonte immagine: Teatroverga.it</p>
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		<title>Si è spento Gerald Lesser, &#8220;papà&#8221; di &#8220;Sesame Street&#8221;</title>
		<link>http://bepsicologo.it/625/si-e-spento-gerald-lesser-papa-di-sesame-street/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Gerald Lesser]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[scomparso]]></category>
		<category><![CDATA[Sesame Street]]></category>

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		<description><![CDATA[Gerald S. Lesser, psicologo, pedagogista e pioniere dell&#8217;edutainment (imparare giocando), si è spento all&#8217;età di 84 anni. Causa del decesso una emorragia cerebrale che lo ha portato alla morte, avvenuta ieri nella sua casa di Burlington, nel Massachussetts. Illustre professore e studioso alla Harvard Graduate School of Education, Lesser fu anche supervisore di uno dei primi programmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-626" src="http://bepsicologo.it/files/2010/10/Gerald-Lesser.jpg" alt="Morto Gerald Lesser" width="300" height="225" /></strong></p>
<p><strong>Gerald S. Lesser, psicologo, pedagogista e pioniere dell&#8217;edutainment (imparare giocando), si è spento all&#8217;età di 84 anni.</strong></p>
<p>Causa del decesso una emorragia cerebrale che lo ha portato alla morte, avvenuta ieri nella sua casa di Burlington, nel Massachussetts.</p>
<p><span id="more-625"></span></p>
<p>Illustre professore e studioso alla Harvard Graduate School of Education, Lesser fu anche supervisore di uno dei primi programmi televisivi di infotainment per bambini: il celebre &#8220;Sesame Street&#8221;, che approdò sulle reti americane il 10 novembre del 1969 sulla rete National Educational Television e nove anni dopo anche alla televisione italiana, con il titolo &#8220;Sesamo Apriti&#8221;.</p>
<p>Fonte immagine: Muppet.wikia.com</p>
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		<title>Un italiano su quattro colpito da depressione</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dati allarmanti dall&#8217;ultimo congresso di Neuropsicofarmacologia di Cagliari. Gli esperti: cure ancora inefficaci nel 60% dei casi. Sono circa 60 milioni in Europa le persone colpite da depressione. Di questi, più della metà soffre di una forma grave e invalidante. In Italia, un adulto su quattro nel corso della vita è interessato da un episodio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-621" src="http://bepsicologo.it/files/2010/09/depressione-italiani-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></p>
<p><em><strong>Dati allarmanti dall&#8217;ultimo congresso di Neuropsicofarmacologia di Cagliari. Gli esperti: cure ancora inefficaci nel 60% dei casi.</strong></em></p>
<p>Sono circa<strong> 60 milioni in Europa</strong> le persone colpite da  depressione. Di questi, più della metà soffre di una forma grave e  invalidante. In Italia, un adulto su quattro nel corso della vita è  interessato da un episodio di depressione maggiore,<strong> le donne più degli uomini </strong>(12,8% contro il 5,9%).</p>
<p><span id="more-620"></span></p>
<p><img src="http://bericercatore.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Secondo l&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la malattia rappresenterà nel 2020 <strong>la seconda causa di disabilità nel mondo</strong>,  dopo le patologie cardiache. Un problema serio che coinvolge famiglie e  mondo del lavoro e non di facile soluzione: una persona depressa su 3  lo è ancora dopo un anno, una su 10 deve continuare la terapia dopo 5  dal primo episodio, oltre la metà avrà una ricaduta nell&#8217;arco della sua  esistenza.</p>
<p>La concomitanza di<strong> altre malattie croniche</strong>, come ipertensione, diabete e cancro, peggiora la qualità di vita. “<em>Le<strong> terapie</strong> finora a disposizione</em> – spiega il professor Giovanni Biggio, presidente della Società  italiana di Neuro-psicofarmacologia (SINPF) e del presidente del  Congresso di Cagliari – <em><strong>non alleviano immediatamente i sintomi depressivi</strong>:  il malato può avvertire prima gli effetti collaterali dei farmaci, come  quelli gastrointestinali e sul sonno, ma anche disturbi della sfera  sessuale e aumento di peso che spesso portano all’interruzione del  trattamento</em>”.</p>
<p>Per questo la ricerca è orientata su <strong>approcci terapeutici innovativi</strong>, che offrano una risposta più rapida e più ampia. “<em>I bisogni di questi pazienti sono ancora lontani dall’essere soddisfatti</em> – spiega il professor Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di  Neuroscienze, A.O. Fatebenefratelli-Oftalmico-Melloni di Milano. &#8211; <em>Basti  pensare che i giorni lavorativi persi da un depresso sono 7 volte  superiori rispetto a chi non lo è. Inoltre, una recente indagine  condotta dall<strong>&#8216;Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna </strong>(O.N.Da)  ha messo in evidenza la scarsa fiducia delle donne verso i trattamenti  della depressione: ben il 54% ritiene che la depressione sia addirittura  più difficilmente curabile del tumore al seno”. </em></p>
<p><em>“Tra le novità dal Congresso di Cagliari &#8211; puntualizza il prof.  Biggio &#8211; la disponibilità anche nel nostro paese di una molecola,  agomelatina, capostipite di una nuova classe di antidepressivi</em>”. “<em>La<strong> battaglia per combattere la depressione deve continuare</strong> – conclude il professor Eugenio Aguglia, presidente eletto della  Società italiana di Psichiatria (SIP) – la disponibilità anche in Italia  di una nuova molecola è  positiva  e  importante  per  il clinico,  anche se attualmente non rimborsabile dal sistema sanitario nazionale.  Crediamo che vada fatto ogni sforzo comune perché tutti i pazienti  depressi abbiano <strong>uguale possibilità di accesso alle cure migliori</strong></em>”.</p>
<p>L’aumento della depressione, insieme ad altri <strong>disturbi come gli attacchi di panico e le psicosi</strong>,  costituiscono uno dei problemi con cui gli esperti si confrontano ogni  giorno. Tra i principali argomenti al congresso di  Neuropsicofarmacologia l’interazione gene-ambiente: oggi le acquisizioni  scientifiche consentono di affermare che la patologia mentale può  essere determinata già nella vita intrauterina.</p>
<p>“<em>Sappiamo con certezza</em> – spiega il prof. Biggio – <em>che se  una donna durante la gravidanza abusa di alcol o di sostanze, viene  maltrattata o subisce forti stress, il feto riceve segnali che  modificano i <strong>geni coinvolti nello sviluppo del cervello</strong>: per  questo nel nostro congresso parliamo di ‘fenomeni epigenetici’, cioè  come i geni dell’individuo vengano modificati non nella struttura ma  nella funzione da <strong>input ambientali</strong>. Oggi finalmente abbiamo prove  biologiche che l’ambiente esterno è in grado di modificare i geni”. E i  comportamenti e le abitudini dei giovani, in particolare la facilità  con cui si consumano droghe e alcol, suscitano allarme tra gli esperti,  perché aumentano la vulnerabilità per i disturbi mentali</em>”.</p>
<p>Tra questi la depressione in continuo aumento. “<em>Secondo i dati delle prescrizioni mediche, sono circa 4,2 milioni gli italiani in terapia farmacologica – avverte il <strong>prof. Aguglia </strong>-  ma di questi solo il 40% ottiene remissione dei sintomi, cioè benefici  sul tono dell’umore, sul sonno, l’appetito, l’interesse per la vita  sociale. Uno dei motivi principali dell’insoddisfazione dei pazienti –  continua il prof. Aguglia &#8211; è il ritardo dell&#8217;efficacia delle terapie  finora disponibili, che si avverte solo a 3-6 settimane di trattamento. <strong>Effetti collaterali</strong> come aumento di peso e problemi alla sfera sessuale possono indurre ad abbandonare le cure</em>.”</p>
<p>I <strong>farmaci antidepressivi tradizionali </strong>infatti, agiscono  aumentando la disponibilità di monoamine (noradrenalina e serotonina)  nel cervello. Le classi di farmaci oggi più frequentemente prescritte  sono gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e  gli SNRI (inibitori della ricaptazione della serotonina e della  noradrenalina). “<strong>Caratteristica comune ai depressi</strong> è anche  un’alterazione dei ritmi circadiani, controllati da un ‘orologio  biologico’ che ogni persona ha dentro di sé, e che regola nell’arco  della giornata l’umore, l’appetito e il sonno, la temperatura corporea e  la produzione degli ormoni &#8211; spiega ancora il prof. Biggio.</p>
<p>“<em>I farmaci finora utilizzati non offrono un beneficio immediato dei sintomi depressivi e non agiscono sui ritmi circadiani</em>”. Recentemente i ricercatori sono arrivati allo sviluppo di <strong>una nuova classe di farmaci efficaci</strong> negli episodi di depressione, più rapidi, meglio tollerati e che inducono anche una re-sincronizzazione di questi ritmi.</p>
<p>“<em>Capostipite di questi<strong> farmaci denominati melatoninergici</strong> è  l&#8217;agomelatina, che ha un meccanismo d’azione completamente diverso dai  farmaci tradizionali – spiega il prof. Biggio &#8211; Agomelatina agisce  infatti stimolando i recettori della melatonina (MT1 e MT2) ed inibendo  un tipo di recettore della serotonina (5-HT2C)</em>”. I vantaggi sono  osservabili su tutti i limiti delle attuali cure antidepressive:  efficacia più rapida, con sollievo di alcuni sintomi fin dalla prima  settimana di trattamento, <strong>migliore risposta</strong> rispetto ai farmaci e assenza degli effetti collaterali e della sindrome da interruzione.</p>
<p>Fonte Immagine: Albanesi.it</p>
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		<title>Depressione, che vita grigia… Per davvero!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 19:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maura Stoia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conoscete il modo di dire:” Chi è depresso vede tutto nero”? Bè&#8230;è la pura realtà. Lo hanno dimostrato gli scienziati dell’Università di Friburgo (Germania). La depressione è una patologia largamente diffusa; in Italia, sono circa 5 milioni coloro che ne soffrono. Secondo uno studio condotto dal dottor Emanuel Bubl, del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-611" src="http://bepsicologo.it/files/2010/07/depressione.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><strong>Conoscete il modo di dire:” Chi è depresso vede tutto nero”? Bè&#8230;è  la pura realtà. Lo hanno dimostrato gli scienziati dell’Università di Friburgo  (Germania).</strong></p>
<p>La <strong>depressione </strong>è una patologia largamente diffusa; in Italia, sono circa <strong>5 milioni</strong> coloro che ne soffrono. Secondo  uno studio condotto dal dottor <strong>Emanuel Bubl</strong>, del Dipartimento di  Psichiatria e Psicoterapia alla Albert Ludwigs University di Friburgo,  vi sarebbe una relazione tra “mal di vivere” e <strong>vista</strong>.</p>
<p><span id="more-610"></span></p>
<p>Risulta infatti che gli occhi di un depresso siano meno sensibili alla  percezione dei <strong>contrasti</strong>, dando così all’ambiente circostante una  colorazione più cuba, sbiadita e fosca.</p>
<p>La ricerca, pubblicata sul <em>Biological Psychiatry</em>, si è svolta utilizzando la tecnica  chiamata <strong>Pattern Electroretinogram </strong>(PERG), vale a dire un sistema in grado di rilevare i segnali elettrici prodotti dal <strong>nervo ottico</strong> in seguito ad una stimolazione visiva; tramite un tracciato, si può quindi misurare la capacità di percepire i contrasti cromatici.</p>
<p>Uno speciale elettrodo è stato inserito nell&#8217;occhio di <strong>80 persone</strong>, di cui 40 malati di depressione e 40 sani. Collocati in una stanza poco illuminata, i partecipanti dovevano osservare su uno schermo delle figure geometriche di colori diversi, ad esempio un quadrato bianco e uno nero, entrambi ben delineati.</p>
<p>Ebbene, il nervo ottico delle persone sane registrava un&#8217;attività <strong>tre volte superiore</strong> rispetto a quello dei pazienti affetti da &#8220;mal di vivere&#8221; e non solo: più grave è la depressione più evidente appare il problema visivo.</p>
<p>I risultati di questo studio fanno pensare quindi ad una stretta connessione fra l&#8217;attività nervosa dell&#8217;occhio e il <strong>sistema emotivo</strong>. Il dottor Bubl, suggerisce di utilizzare questa scoperta nella <strong>diagnosi </strong>della depressione. Fino ad ora, infatti, questa malattia è stata valutata sulla base di sintomi soggettivi; la tecnica PERG può invece fornire gli strumenti <strong>oggettivi </strong>con cui analizzare la presenza o meno della patologia.</p>
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		<title>Depressione post-partum anche per i papà</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maura Stoia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 10,4% dei padri soffre di depressione post-partum. È quanto emerso da uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association e condotto dal Dottor James Paulson, professore di pediatria presso la Eastern Virginia Medical School di Norfolk, in Virginia. La depressione post-natale si definisce come un disturbo dell&#8217;umore che colpisce circa il 10-20% delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-605" title="padre-e-figlio" src="http://bepsicologo.it/files/2010/05/padre-e-figlio.jpg" alt="" width="510" height="377" /></p>
<p><em><strong>Il 10,4% dei padri soffre di depressione post-partum.</strong></em></p>
<p>È quanto emerso da uno studio pubblicato sul <strong>Journal of American Medical Association</strong> e condotto dal Dottor <strong>James Paulson</strong>, professore di pediatria presso la <strong>Eastern Virginia Medical School di Norfolk</strong>, in Virginia.</p>
<p><span id="more-604"></span>La <strong>depressione post-natale</strong> si definisce come un <strong>disturbo dell&#8217;umore</strong> che colpisce circa il 10-20% delle madri nel periodo immediatamente successivo al parto. Si presenta in forma lieve nelle prime settimane (si parla in questo caso di &#8220;<strong>baby blues</strong>&#8220;) e degenera poi in una vera e propria fase di depressione, trattabile con farmaci antidepressivi e con supporto psicologico professionale.</p>
<p>Lo studio condotto dal Dott. Paulson ha posto l&#8217;attenzione su un argomento fino ad ora scarsamente documentato: l&#8217;incidenza della <strong>depressione post-partum paterna</strong> e una sua eventuale associazione con quella materna.</p>
<p>Sono stati coinvolti circa 28.000 uomini di diverse nazionalità (Stati Uniti, Cina, Irlanda, Gran Bretagna, ecc) e sono stati analizzati i dati di 43 studi precedentemente svolti sulla questione.</p>
<p>Ebbene, poco più del <strong>10%</strong> dei padri soffre di depressione tra il primo trimestre di gravidanza della compagna e l&#8217;anno dopo il parto, raggiungendo un picco del <strong>25,6%</strong> tra il 3° e il 6° mese di vita del bebè.</p>
<p>Questa percentuale è quasi due volte maggiore rispetto al tasso medio di depressione che colpisce in generale gli uomini (4,8%). I papà americani sembrano esserne i più colpiti.</p>
<p>Le <strong>cause</strong> vengono identificate nello stress dovuto al cambiamento di vita che il nuovo arrivato comporta, quali la carenza di sonno, il peso di nuove responsabilità, i lavori extradomestici, le spese extra e una variazione nell&#8217;intimità di coppia.<br />
È stato inoltre evidenziato un <strong>legame tra la depressione materna e paterna</strong>: se uno dei due genitori soffre di questo disturbo, l&#8217;altro ha maggiori probabilità di essere afflitto da baby blues.</p>
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		<title>Psicologia&#8230;le decisioni dei bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 13:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia La Mensa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bimbi a 9 anni già comandano. (ANSA) &#8211; Già a 9 anni cominciano a comandare ma la massima autonomia decisionale si sviluppa tra 15 e 20. Lo dimostrano 2 studi su Child Development. Quando sono in discussione i loro spazi e la loro identità, i bambini si fanno sentire ben prima, così già a 4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-599" href="http://bepsicologo.it/files/2010/04/bambino-.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-599" title="bambino" src="http://bepsicologo.it/files/2010/04/bambino-.jpeg" alt="" width="300" height="450" /></a></p>
<p><em><strong>Bimbi a 9 anni già comandano.</strong></em></p>
<p>(ANSA) &#8211; Già a 9 anni cominciano a<strong> comandare</strong> ma la massima <strong>autonomia decisionale </strong>si sviluppa tra 15 e 20. Lo dimostrano 2 studi su Child Development.</p>
<p>Quando sono in discussione i loro spazi e la loro identità, i bambini si fanno sentire ben prima, così già a 4 anni non c&#8217;è <strong>regola</strong> che tenga, avranno la meglio. I ragazzini più decisionisti sono le<strong> femmine</strong> e i figli di persone con un alto livello di istruzione.</p>
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